The Friends of Eddie Coyle, chi trova un amico, trova un tesoro

It’s a grubby, violent, dangerous world.

But it’s the only world they know…

… And they’re the only friends Eddie has.

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  1. “They’re the only friends Eddie has” – Il film

Gli amici di Eddie sono Dillon, barista con la lingua lunga di cui è meglio non fidarsi, Jackie Brown, trafficante d’armi, Foley, commissario di polizia arrivista in cerca del caso della carriera e Jimmy Scalise e Artie Van, teste calde a capo di una banda di rapinatori con un modus operandi originale. Seguono i direttori delle banche che intendono svuotare fino a casa e si dividono, mantenendosi in contatto, una parte della banda tiene i fucili puntati sulla famiglia, l’altra parte si reca in banca. Se le cose si mettono male, quelli a casa sparano.

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Provini per Point Break

Eddie Coyle è un piccolo criminale di tarda età ormai diretto verso il viale del tramonto. La sua occupazione principale è il traffico d’armi, intermediario tra Jackie Brown e la banda di Scalise e Van. Lo chiamano “Fingers” perché uno scambio che lo coinvolgeva andò male, e come ritorsione chi non aveva ricevuto ciò per cui aveva pagato gli mise la mano dentro un cassetto e la stritolò.

Eddie è stato scoperto dalla polizia e condannato a scontare diversi anni in prigione. Ha moglie e figli, e la sua personalità orgogliosa gli impedisce di osservare impotente la rovina della sua famiglia. Foley vuole dei nomi da poter incastrare, in cambio garantisce la libertà. Eddie non può tradire Scalise e Van, perché i capi che, nell’ombra, muovono i fili di un’organizzazione criminale la cui banda di rapinatori è la punta di un iceberg, si vendicherebbero. Allora decide di consegnare Jackie Brown.

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Eddie Coyle e Foley

2. “It’s a grubby, violent, dangerous world” – Il genere

The Friends of Eddie Coyle, un film che in Italia non abbiamo mai visto, è uno dei migliori crime movie degli anni ’70, un genere a sé, influenzato dal noir degli anni ’40, dai polar francesi degli anni ’50 e ’60 e, in parte, dai poliziotteschi italiani di fine anni ’60 e inizio ’70. La differenza tra il noir e il crime è che il noir si concentra sullo stile, per uscire da codici tecnici e morali stabiliti dalla società americana attraverso una sovversività nascosta nel testo filmico, il crime si concentra sulla storia e sui personaggi, caratteristica ereditata dai francesi, veri e propri maestri, dai film di genere di Duvivier e Carné a quelli di Melville, Malle e Becker.

Eddie Coyle è interpretato da un attore famoso per il suo approccio sonnolento alla recitazione, il leggendario Robert Mitchum, un ruolo che si colloca tra i suoi migliori. Le similitudini tra Mitchum e Coyle sono tante, in certe scene c’è persino l’impressione che Mitchum interpreti sé stesso, questo antieroe stanco, sconfitto, ma orgoglioso, duro a morire. A differenza di Coyle, però, il cui finale è segnato da una tragedia tipica del genere, che lascia raramente speranze, per Mitchum si apre un’ultima fase gloriosa della sua carriera, con il ruolo di protagonista in un altro eccellente crime movie, The Yakuza di Pollack, e del detective Philip Marlowe in Farewell, My Lovely e The Big Sleep, remake di due celebri noir del periodo classico.

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Il maggiore difetto del film di Peter Yates, anche regista di Bullitt, è che in certe parti appare troppo artificiale, con dialoghi eccessivamente lunghi, derivati dalla fonte letteraria, un libro di George Higgins, profondo conoscitore della criminalità di Boston, che Elmore Leonard battezzerà subito come un grande scrittore di genere. È un film da sentire, più che da capire. C’è il criminale solitario e c’è la metropoli totalmente indifferente nei confronti della sorte dei personaggi. Solitamente è la dialettica tra personaggi e spazio a definire lo stile, tragico, di un crime movie.

3. “But it’s the only world they know” – Le regole

Eddie Coyle consegna alla polizia Jackie Brown. Ma non basta a Foley. Allora decide di giocarsi l’ultima carta, consegnare Scalise e Van su un piatto d’argento, ma i due sono già stati traditi da Dillon, che agisce nell’ombra, insospettabile. Eddie Coyle non farà nemmeno in tempo ad andare in prigione, perché l’organizzazione è decisa a sbarazzarsene, credendo che sia stato lui a fare la soffiata, e chi è l’incaricato di ucciderlo? Naturalmente Dillon.

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I due vanno a vedere una partita di hockey sul ghiaccio. In campo c’è Bobby Orr, giocatore leggendario che guiderà la sua squadra a diverse Stanley Cup nel corso della sua carriera. Guardandolo giocare, Eddie esclama.

“Can you imagine being a kid like that? What is he, 24 or something? Greatest hockey player in the world. Number four – Bobby Orr. Geeze, what a future he’s got, huh?”

È il succo del film. Eddie continua a sorridere. Non è invidioso. Semplicemente conosce il suo posto nel mondo. La macchina da presa di Yates non lo degna nemmeno di un’ultima inquadratura, quando Dillon porta a termine il suo compito. La morte è fuoricampo.

The Friends of Eddie Coyle è un capolavoro.

Valerio “Old Bull Lee” Carta

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