It follows

..Il film nasce da un incubo della mia infanzia in cui qualcosa m’inseguiva, in modo lento ma inarrestabile. Nel sogno ero nel parco giochi della scuola quando vedevo un altro bambino venirmi incontro, e lì sapevo, non so come, che si trattava di un mostro. Quindi scappavo, fino alla fine dell’isolato, fermandomi ad aspettare. Dopo un momento potevo vedere in lontananza quel bambino girare l’angolo e continuare a seguirmi. Questa creatura poteva sembrare chiunque, assumendo un aspetto differente ogni volta che la guardavo.
-Il regista David Robert Mitchell
Ambientato a Detroit con una giovane diciannovenne come protagonista, dalle atmosfere cupe e dalla colonna sonora superba, il film It Follows di David Robert Mitchell è un’opera inquietante. Vedendola lo spettatore non rimarrà deluso, l’ansia che il regista ci trasmette si protrae dall’inizio alla fine del film. Le atmosfere e le melodie rimandano a Carpenter, artista che in It Follows è celebrato all’inverosimile, ma non sono questi due elementi ad essere le colonne portanti del film. It follows è un incubo che diventa realtà. Le prime immagini parlano chiaro: una donna è inseguita da qualcuno o meglio qualcosa, lo spettatore non riesce a vederlo, sembra dunque essere presente solo nella mente della vittima eppure lui c’è. È semplicemente un nemico invisibile? È reale? È frutto dell’immaginazione della bella di turno?

la bella di turno.
la bella di turno, Malka Monroe.

Nel film di Robert Mitchell entriamo nelle detached house della middle class americana, i giovani protagonisti sono senza pensieri, vivono le loro vite senza troppi problemi, ma presto la loro quotidianità viene scossa da un evento inspiegabile. It follows non la considero semplicemente una pellicola realizzata per intrattenere, è un film d’autore: David Mitchell ci rende partecipi delle sue esperienze, delle sue fobie, dei suoi incubi, stimolando continuamente la nostra partecipazione. In alcuni momenti l’azione regna sovrana, in altri tutto si ferma, tutto tace, tutto sembra tornare alla normalità e, appena lo spettatore abbassa la guardia, ecco tornare quella tensione ingrediente principale dell’opera.

doggy style. Ho catturato la vostra attenzione?
Doggy style. Ho catturato la vostra attenzione?

La trama è semplice: la protagonista dell’opera è la bella diciannovenne Jay (Maika Monroe) una ragazza come tante che si frequenta con un ragazzo ed esce con i suoi amici. Eppure la sua vita serena viene interrotta proprio da quel ragazzo di cui è innamorata. Dopo il loro primo rapporto sessuale, infatti, il fidanzato la rapisce e le spiega di esser stata “contagiata”, segnata, “maledetta”. Jay ormai è entrata in un gioco più grande di lei. L’atto sessuale è usato in It follows per diffondere e liberarsi di una maledizione. Dopo il rapporto consensuale, la vittima di turno comincia a vedere delle persone che in modo lento ma inesorabile raggiungono la stessa per ucciderla. Questa maledizione ha due caratteristiche principali: solo la vittima è in grado di vedere la presenza, un essere disposto a cambiare volto di volta in volta pur di portare a termine la sua missione;  l’unico modo per salvarsi è quello di far sesso con una nuova vittima, diffondendo la maledizione come una malattia. Qualora la vittima morisse, ucciso dalla presenza, la maledizione ritornerebbe alla vittima precedente.

Il giocattolo proposto da Mitchell è pazzesco, è peggio delle leggende metropolitane sulle ragazze incontrate in discoteca, disposte a far sesso solo per poi avvisarvi il giorno dopo di esser entrati nel mondo dell’A.I.D.S. ed in fondo il fidanzato di Jay ha fatto proprio questo. Le ha trasmesso un morbo, le spiega in cosa consiste, le offre la soluzione: “Trovati uno, facci sesso, sei una bella ragazza e non dovrebbe essere difficile per te”. Il sesso negli adolescenti è da sempre usato come mcguffin per sviluppare le trame degli horror, eppure in It follows la sua natura cambia. Da principale causa di morte diventa la principale ragione di sopravvivenza. Da notare come la spiegazione avvenga attraverso un bellissimo campo totale, mentre la nostra è legata su una sedia, lo spettatore già pensa ad un eventuale spargimento di sangue ma nell’opera di Mitchell la violenza è più psicologica che fisica.
It follows è un’opera originale, diretta in modo sublime, che però non è esente da critiche o punti deboli: oltre alla presenza di alcuni personaggi che sembrano non aver capito troppo bene la gravità della situazione, It follows perde il mordente nel bel mezzo della trama, alcune ripetizioni lo appesantiscono ma tutto sommato l’opera riuscendo a trasmettere quel senso di inquietudine caro al regista, risulta valida ed efficace.

Massimiliano “DonMax” Romualdi

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